La
scienza PER l’uomo
0.
La scienza é attività dell’uomo per l’uomo, e l’uomo é unità fisica e
mentale. Il suo benessere riguarda la persona umana presa nella complessità
delle sue interazioni con gli altri uomini, con l’ambiente della terra, e con
l’universo.
“Fatti
non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza” (Dante
Alighieri). “Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni …” (William
Shakespeare).
1.
La linea di confine tra naturale e sovrannaturale, tra fisico e ultrafisico,
é pura convenzione accademica. Il vero confine della scienza riguarda il non
conosciuto. Tutto quello che esiste é naturale.
“Ci
sono piu’ cose in cielo e in terra che non spieghi la tua filosofia” (Shakespeare).
2.
La scienza deve riconoscere l’esistenza di fenomeni non sperimentabili e non
ripetibili, ed aprirsi ad una visione onnicomprensiva dei misteri del mondo e
dello stupore che essi generano. “Liberiamoci dall’intellettualismo della
scienza per ritrovare la nostra propria natura e quindi la natura in
generale” (Max Weber).
3.
La scienza non può essere ridotta a tecnologia, per quanto sofisticata.
Essa aspira a generare una visione del mondo che riguardi tutto l’esistente.
La conoscenza scientifica sorge dall’ispirazione e dall’intuizione oltre che
dal metodo, così come gli altri conseguimenti della cultura dell’uomo.
“L’aspirazione verso la verità e la comprensione… sorge dalla sfera della
spiritualità” (Albert Einstein).
4.
La scienza deve essere eticamente impegnata verso la natura e verso la persona
umana nella sua inscindibile interezza. Questo
le dà uno scopo sostanzialmente diverso da quello ottenibile con il mero uso
degli strumenti tecnologici. I valori che hanno fondato la scienza derivano dal
mondo morale: attrazione per il mistero, onestà, rispetto per la verità,
coerenza, comprensibilità. La scienza si ricollega a questi valori.
5.
In campo medico, la scienza deve mettersi al servizio della persona malata e
della sua interiorità, e rifiutare l’idea che l’unica via alla guarigione
passi attraverso impersonali diagnosi e terapie fisiche o chimiche, o peggio
invasive o meramente sintomatiche. Medico e malato devono sentirsi liberi di
ricorrere anche a trattamenti non compresi entro i confini della medicina
ufficiale.
6.
La scienza deve disconoscere successo e potere, comunque ottenuti, come criteri
di valore (un’eredità del darwinismo sociale) e rifiutare una visione
competitivo-militare della ricerca. “L’oggetto della ricerca non sarà
soltanto stabilito dal sentimento di potenza che viene dalla dominazione, ma sarà
piuttosto ispirato dal senso di meraviglia e di rispetto che circonda tutto
quanto è misterioso” (Adolf Portmann).
7.
Di fronte a una scienza che punta i suoi missili verso l’impossibile (terapia
genica, guerre spaziali, realtà virtuale…), deve sorgere un’altra scienza
che aspiri ad affacciarsi a un mondo abitabile per l’uomo.
“Ciò
che è necessario è ripristinare la categoria del sacro, la categoria più
completamente distrutta dall’establishment scientifico” (Hans Jonas).
8.
La scienza deve ritrovare il suo ambito, i suoi limiti e le sue ispirazioni
originarie. La tecnologia deve ritornare ad essere una moderata e garbata
imitazione-celebrazione della natura.
9.
La ricerca scientifica non può essere sottomessa al potere
politico/economico che tende a privilegiarne l’aspetto applicativo. La ricerca
di base deve riprendere il ruolo primario che le spetta, libera da
condizionamenti imposti dall’ente finanziatore, ma valutata esclusivamente per
la sua qualità.

