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SCIENZA , TECNOLOGIA E COSCIENZA

Intervista di Cinzia Turnaturi a Fausto Intilla

False verità Informare per un mondo migliore

A cura delle allieve Enaip Moncalieri - Corso educatore prima infanzia

Il progresso "umano"

Di Fabio Mantovani

DECALOGO DELLA SCIENZA

Libro degli ospiti

 

 

                                                            

 

 

Silvio A. Merciai, Beatrice Cannella (a cura di), PIONIERI O EMIGRANTI? In viaggio con la psicoanalisi nelle terre di confine, Psychomedia Psycho-Books, 2005.

 

Il testo rappresenta un invito all'esplorazione di nuovi itinerari di studi e pensieri sull'onda delle nuove frontiere scientifiche. In particolare viene qui esposto l'affascinante incontro tra neuroscienze e psicoanalisi, incontro che apre un importante varco all'interno dell'attuale ricerca psicosomatica: i contributi presi in esame infatti, provengono dalle più recenti voci internazionali nell'ambito dello studio delle relazioni mente-corpo, delle neuroscienze sociali e dell'affetto, della riflessione sulla natura della coscienza e del concetto di salute. Il lettore viene accompagnato ai confini di un nuovo universo del sapere, affascinante e a tratti provocatorio, che finalmente non rappresenta più un punto di arrivo precostituito da altri, ma un nuovo punto di partenza in quella che è la meravigliosa avventura della scienza della mente.  All'interno:  

 

·  La nuova fisica (Luca Bertolotti, Silvia Salese)

·  Le nuove frontiere dell’informazione: orizzonti post-cartesiani sulla natura della coscienza (Silvia Salese)

·  Fisica moderna ed interconnessione mente-corpo (Luca Bertolotti)  

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Scarica gratuitamente il libro su http://www.psychomedia.it/pm-books/merciai/annuncio.htm  

 

Silvia Salese, LE NUOVE FRONTIERE DELL'APPRENDIMENTO (Vol. I) - Modelli psicologici sull'impiego della multimedialità nella didattica, IRRE Piemonte, 2005.

 

L’esigenza di promuovere l’utilizzo di tecnologie multimediali nella didattica nasce da una serie di evidenze circa la familiarità di tali strumenti nel mondo dei giovani, oltre che nella più generale struttura sociale e culturale. I vantaggi connessi all’adozione di tali strumenti, possono facilmente essere sostenuti da quegli studi sull’apprendimento che sottolineano la natura multidimensionale dei processi cognitivi, particolarmente consonanti quindi con la natura stessa delle tecnologie ipermediali e ipertestuali. Il lavoro qui proposto, analizza da un punto di vista psicologico proprio questi vantaggi, trovando supporto dai più recenti indirizzi teorici che ne hanno indagato le particolarità o evidenziato i possibili inganni. Il problema di come la mente apprenda viene affrontato tenendo conto di varie dimensioni qui coinvolte, dall’esigenza di coerenza tra le informazioni alla necessarietà di una loro collocazione interna in termini narrativi, dalla facilitazione connessa all’utilizzo di forme multi-codice di insegnamento, alla presa in esame dell’affettività inerente al processo stesso. La tecnologia ipermediale offre la possibilità di dare coesione a micromondi scolastici spesso facenti parte di universi destinati a non incontrarsi mai. Si passeranno dunque in rassegna quelle che potrebbero rappresentare possibili strade per non cadere nella trappola di un sapere sempre uguale, privo di vitalità e creatività e, talvolta, dannoso. 

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Scarica gratuitamente il libro su http://www.irrepiemonte.it/cultureeuropee/team.htm

 

Luca Bertolotti, LE NUOVE FRONTIERE DELL'APPRENDIMENTO (Vol. II) - Il ruolo della relazione nella trasmissione della conoscenza, IRRE Piemonte, 2005.

 

Tratto dall'Introduzione:

In questa sezione si cercherà di spostare l’oggetto di studio dalle dinamiche intrapsichiche a quelle interpsichiche, concentrando l’attenzione non più solo sulle potenzialità individuali del ragazzo estrapolato da un contesto, ma si cercherà di considerarlo come una vera e propria cellula inserita in un organismo più grande, la classe. [...] Considerare dunque le grandissime potenzialità offerte dalle odierne tecnologie ipertestuali senza considerare tutte le componenti emotive, motivazionali e cognitive che si sviluppano nel ragazzo all’interno della classe in cui è inserito, equivarrebbe a chiudere gli occhi davanti ad uno spettro più ampio e significativo della realtà didattica. [...] Occorre quindi tenere fermamente presente il fatto che un ipertesto è uno strumento estremamente efficace, molto “potente” dal punto di vista didattico, ma non onnipotente. E dove risiede l’incognita che ne permette o meno l’espressione di queste sue potenzialità? Ovviamente nella modalità con cui lo si utilizza per la trasmissione della conoscenza. È dunque l’insegnante il perno su cui ruota la didattica, in quanto, consapevole o inconsapevole, non è tanto il contenuto di ciò che trasmette ad essere trasmesso, quanto il modo in cui lo trasmette. 

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